Estiva

Annoto
rintocchi a manciate
in margine al sonno
sorprende
vignali scheggiati
narcotica notte
incendiaria
d'ostelli di sogni
assassina
d'amore annegato
nell'umida
ansante
rincorsa
dell'aria.
Si sporge
a tentare la morte
il geranio al balcone.

(da "Rosso stillante" 1999)

Pomeridiana

Dentro il respiro
immobile
del pomeriggio opaco
si contano
i silenzi delle foglie
il gesto estenuante
dell'immoto
è la mannaia del giorno
che si inabissa
gomene
intorno al collo della piazza
hanno odor d'acqua dolce.
E tra le gambe
d'estive prospettive
mercenarie
scommettono
i ragazzi
scale di cuori
crolli di briscole
e tressette
in fondo alle ombre
perimetrali tiepide
si ammucchiano
sulle evidenze estreme
del percorso.
E aspetti
la diagonale lunga
che ti spara
dritto alla luna.

(da "Rosso stillante" 1999)

Esuvia

 Dire inverno era poco, dire bianco era nulla, che il bianco uno se lo immagina d’incanto, gonfio di luce fresca, non muto, ma pieno di suono assente. Invece era inverno, inverno d’un bianco smorzato, di ombre schiacciate nel cavo delle vie che sembravano andare addossandosi ai muri per schivare l’appiombo del cielo, un cielo eterno e tragico, gravido di spaventosa assenza di confine, un crollo d’aria gelida, un’esuvia abbandonata nel buco sconfinato d’universo profondo nero.
 Chissà dove, rigenerato dove, ritornerà un pianeta; a quali cristi attribuirà l’essenza del suo stare mendace solo, quando sarà la terra, silenziata dal rigore dell’ultima stagione, solo un riflesso nell’infinito gioco degli specchi, un gracile bagliore dentro il buio sedotto dall’idioma di ere nuove.
 Ed esuvie di noi che risaremo altrove non sapranno di esistere.

(da "Dei gesti in cui si sfrena la nostra moltitudine" - brochure - 2008)

Potenza sotto la neve

Rubato ha l'orizzonte
la neve
questa notte
per la montagna sposa
di un silenzio irreale
tra i brividi ovattati
dei motori
è un diadema
la valle
nelle stecchite mani
dell'inverno
dono che non ha prezzo
di una città randagia
nel Sud senza parole.

(da "Viola di luce andata" 1995)

Se il resto tace

D’aprile
se il resto tace
l’orizzonte
ha coralli di ambra
e un sereno
che imbarca speranza
tra le pieghe
dell’acqua.
Questi alberi antichi
fanno angoli
acuti
con il giallo scompenso
dei prati
e hanno verbi distanti
ma cieli
che non sanno tacermi
le ombre nel rogo.

(da "Se il resto tace" 2002)

"Il ragno" a Matera

        La S.V. è invitata
alla presentazione del romanzo di
  
       Anna R.G.Rivelli

           “Il ragno”
           
         Edizioni Tracce





Saluto: Giovanni Moliterni
    
Presenta: Angela Calia

Sarà presente l’autrice
                                                                

Sabato 21 maggio 2011 ore 18,30
via Ridola 37
MATERA

Dentro il buio


"Dentro il buio" è una storia d'amore, ma è anche la descrizione di un'opera d'arte, la "Pietà" di Michelangelo Buonarroti. E' questo il gioco de "L'immanenza" : l'arte che crea l'arte rinascendo continuamente e diventando altro da sè

A Vittorio

Sopra un addio

                                                              a Lello


Dimmi cosa
oltre il secco riflesso di terra
nel punto più oscuro
della luce
dove delle speranze
la carambola fa ressa
e leggero
implora il passo all’ombra
che di noi
forse
rimane per il varco
dimmi cosa
di tutto questo resta
come in remote tasche
ignote
note di memoria
come spiccioli vili
e quali occhi
restituiranno a Davide la storia
e a Tua discolpa
che verbo avrai.

(da "Se il resto tace" 2002)


"Il ragno" (booktrailer)




"La difficoltà di essere donna nella società contemporanea solo apparentemente evoluta, l’ipocrisia di una famiglia borghese, la castrante misoginia di un padre, la lotta per l’affermazione di sé, l’amore per la vita e la scoperta sconvolgente di un mondo oltre il mondo narrati in prima persona con amara ironia e inspiegabile ottimismo da una giovane donna dei nostri giorni".
Virginia, una ragazza di quasi ventisei anni, vive un rapporto asfittico con una famiglia nella quale un padre profondamente misogino e una madre snaturata ed assuefatta ad un’ottica maschilista tentano di rinchiuderla in una gabbia di ipocrisia e di perbenismo. Una misteriosa figura di uomo risulterà fondamentale nel suo percorso di liberazione e di piena e totale accettazione della propria femminilità, ma nello stesso tempo le sconvolgerà l’esistenza rendendola partecipe di una dimensione altra e dimostrandole che non sempre può essere negato ciò che con la ragione non si può spiegare.